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Parole di Passaggio, ovvero... pensieri, riflessioni sulle mie attività quotidiane di giornalista,
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mercoledì, luglio 20, 2005

Di ritorno dal viaggio di nozze

Eccomi qua,
felicemente sposato.
Siamo tornati dal viaggio la sera di lunedì 18 luglio.
Che bella ISCHIA!!!!

Chissà se riusciremo a tornarci...

Ora rimettiamo al lavoro con la consapevolezza di essere in tre in famiglia: io, mia moglie e il Principale (Gesù)
postato da: cyberpanc alle ore 08:47 | link | commenti (6)
categorie: speranza

Commenti
#1    01 Ottobre 2005 - 09:05
 
oggi, 1 ottobre 2005...
auguro a tutti di incontrare e di conoscere la piccola Teresa e di lasciarla libera di riempire la vostra vita con i suoi petali profumati...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tuttoegrazia

#2    30 Dicembre 2005 - 13:32
 
vedo che in realtà non sei più tornato dal viaggio di nozze... ;D
auguro a te e alla tua famiglia un 2006 sereno e prospero!! a presto!!!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AquilaReale

#3    09 Gennaio 2006 - 23:12
 
io sono nessuno...e sono tornato ;)
nano nano
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iosononessuno

#4    22 Luglio 2006 - 23:32
 
POLEMICHE DI GIANPIERO ASARA COTTU

Nota. In data odierna (sabato 22 luglio 2006), visitando il sito http://www.usciamodalsilenzio.org/tema.php?ID=1 mi imbatto nel seguente comunicato :



« Lucia Mazzer ha scritto: "Questo non è un commento ma una segnalazione e una richiesta di suggerimenti su che cosa fare. A proposito della "vita" come la concepiscono gli antiabortisti. Dunque:stavo facendo una ricerca su Internet tramite google e mi sono imbattuta in una galleria degli orrori - foto di feti ritratti a diversi mesi di sviluppo, spappolati e quant'altro, frutto di interruzioni di gravidanze anche fino a 6 mesi - saltata fuori cliccando sul titolo "top 100 dello scrittore Gianpiero Asara Cottu". C'è anche un indirizzo di posta elettronica "xxxxxx@tiscali.it" per interloquire con il bastardo. Che fare?" ... 13/06/2006 ».



Pronta la mia replica:



« Le pesanti affermazioni di Lucia Mazzer (ammesso che sia questo il suo vero nome, dato che si esprime come uno scaricatore di porto e probabilmente questa è la sua vera identità) con riferimento alla mia persona sono palesemente e totalmente false. Mi riservo di adire le sedi opportune e invito il portale (pena la complicità) alla cancellazione del commento diffamatorio. Preciso inoltre che il mio indirizzo email non è mai stato xxxxxx@tiscali.it e se qualcuno risponde a mio nome da questo indirizzo (un altro reato) ne risponderà in tribunale. Quanto alla mia top100 l'indirizzo è asara.mastertop100.org : tutti potranno verificare che le affermazioni di "Lucia Mazzer" in riferimento alla mia persona sono false e calunniose. Grazie per l'attenzione e buona disinformazione a tutti. Gianpiero Asara Cottu ».



Vediamo se www.usciamodalsilenzio.org pubblicherà la risposta o vorrà censurare chi osa sfidare il pensiero unico. Gianpiero Asara Cottu

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#5    25 Luglio 2006 - 17:57
 
Caro Panc sono contento per te e per le tue nozze. Cento di questi giorni!?!
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#6    01 Gennaio 2007 - 14:41
 
SCUSANDOMI PER LA PRECEDENTE IMPRECISIONE SUL NOME DELL'AUTORE, POSTO IL MIO ARTICOLO CORRETTO E DEFINITIVO QUI SOTTO

CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI

Sono andato a rileggere un vecchio numero di Pepe, il terzo dell’anno quarto (mese settembre-ottobre 2006). La cara Giovanna Jacob scrive a proposito del male. L’articolo, buono nel complesso dal punto di vista della storia del pensiero umano, non lo è secondo il pensiero divino, almeno interamente. Veniamo ai punti da contestare. Premesso che secondo lo scrivente gli scritti filosofici cattolici di chi non ha raggiunto la santità servono solo a traviare i cardinali, dissento da alcune considerazioni, che cito testualmente con annesso relativo commento. Nel giornale si legge: « A livello teorico il male non produce piacere perché il piacere coincide con l’essere mentre il male è il non-essere ». Questa è una proposizione erronea, sia nella frase principale sia in quella causale. Riguardo alla prima: il male produce piacere, ed è questo il motivo per il quale la gente lo compie. Riguardo alla seconda: il male è essere, puro spirito. Negarlo consiste nell’incappare in un’eresia. « La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto » si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nell’ottima seconda edizione della Libreria Editrice Vaticana, ristampata nel 2003). Altro che Compendio. E ancora: « Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura ». Detto questo, possiamo proseguire nell’analisi dell’articolo. Un’altra frase colpisce. Scrive Jacob: « L’inferno è il luogo dove la distruzione dell’essere avviene eternamente ». Giustissimo. Semplicemente perfetto. Le facciamo i complimenti. Ma si è contraddetta! Prima si afferma che il male è non-essere, e poi che brucia come essere nell’inferno. Comunque la conclusione del discorso, alla fine, è esatta. Proseguiamo a leggere l’articolo. Jacob cita Lewis: « Così Lewis, immedesimandosi nel diavolo tentatore, ne svela i trucchi: "Quando il piacere presente arriva al peccato (che è la sola cosa che c’interessa) è già finito. Il piacere è appunto la parte del processo che ci dispiace e che escluderemmo, se lo potessimo senza perdere il peccato"». Questa è proprio un’imbecillità. E’ l’esatto contrario. Tutti noi rinunceremmo al peccato, se lo potessimo, senza perdere il godimento. Durante il peccato c’è il piacere, e piacere reiterato, per tutta la durata del peccato! Il pentimento arriva solo dopo, quando il godimento è scomparso e ci rendiamo conto bene dell’errore commesso, perché ormai la mente è libera dalla seduzione del piacere. Finiti gli errori, veniamo alle semplici imprecisioni. Sono due. Jacob cita Dante, a proposito de « il giusto amore delle cose ». Casomai è meglio dire « il giusto amore per le creature ». Infatti, l’amore per gli oggetti è una passione retriva e tipicamente idolatra. Evidentemente la frase è da intendere in senso lato e non, specifica poi la stessa Jacob (che ben lo sa), come idolatria. Infatti, qui si discetta di semplice imprecisione terminologica. Meglio parlare di « giusto godimento delle cose ». L’amore va dato solo a Dio e alle sue creature, mai agli oggetti. Veniamo alla seconda imprecisione. Scrive Jacob: « Non scandalizziamoci di noi stessi. Anche i santi cadono ». Corretto l’incoraggiamento, meglio evitare di alimentare (anche se non vi è l’intenzione) la leggenda metropolitana che si può essere santi anche commettendo qualche peccato. Quando anche i santi cadono, non lo sono più. Non sono più nessuno, finché ritornano a non cadere, nel loro stato stabile di grazia. O forse pensate che Enoch e Elia, entrambi assunti in Cielo prima della morte fossero santi ma avessero ancora i loro peccati? Mi rendo conto che tutte queste cose sono molto intricate ed è facilissimo sbagliare. Ecco perché preferisco fare lo scrittore satirico. Quanto a Lewis avrebbe fatto meglio a darsi all’ippica. Quanto a me, oltre a leggere i trattati psicologici di Antonio Iannaccone leggo i testi di Antonio Cornacchione. E buonasera

Gianpiero Asara Cottu
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