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Parole di Passaggio, ovvero... pensieri, riflessioni sulle mie attività quotidiane di giornalista,
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giovedì, dicembre 30, 2004

Buon Anno a chi?

- A tutti coloro che l'ultimo dell'anno pregheranno per le vittime del maremoto,
- A tutti quelli che si sono sentiti coinvolti in prima persona nei soccorsi alle popolazioni alluvionate,
- A tutti quelli che hanno preso coscienza del fatto che tante famiglie domani sera non festeggieranno capodanno.

Auguro un anno migliore a me stesso, affinchè nell'anno nuovo (ma anche a partire da questo momento) io possa:
- chiedere perdono per tutte le volte che ho pensato solo ai fatti miei,
- chiedere perdono per tutte le volte che ho giudicato le persone uguali o non uguali a me in base a quello che possedevano,
- chiedere perdono per tutte le volte che non ho saputo fare festa con chi ne aveva bisogno,
- chiedere perdono per tutte le volte che non sono stato capace di dimenticare i miei problemi,
- chiedere perdono per tutte le volte che non sono stato pronto ad occuparmi dei problemi degli altri.

Auguro un Buon Anno a tutti voi perchè:
- mi ricordate che ciascuno di noi non è un'isola solitaria,
- aprirsi all'altro, diverso da te, ti apre la mente e il cuore,
- cresca sempre più il desiderio di comunione fra gli uomini,
- un Dio-Bambino è nato, segno di contraddizione, ma salvezza per tutti coloro che credono in Lui.

Buon Anno














postato da: cyberpanc alle ore 19:10 | link | commenti
categorie: speranza, carita, fede
sabato, dicembre 25, 2004

Natale, un fuoco sulla terra

Oggi è Natale,

tutti parlano di pace, di amore.

Speriamo solo di non trasformare questa festa in un dolce ipercalorico e Gesù in un piccolo fratello massone, parlando solo di fratellanza e di pace fra gli uomini.

Il Natale ci viene a dire che dobbiamo prendere sul serio la nostra vita.

"Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo, ... oggi vi è nato il Salvatore".

Il Salvatore.

Gesù è "Il" Salvatore, e questo avviene in esclusiva. Un bambino nasce, un bambino che è Dio, colui che può tutto.

E si fa bambino: Dio ci sorprende, "le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri".

Dio nasce in una mangiatoia, dove non tutto è profumato, o in ordine. Dio nasce e subito si fa cibo per chi crede in lui.

Gesù ha detto anche parole molto dure: "Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare

il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera:

e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa".

Un fuoco è venuto a portare Gesù, un fuoco che svela il segreto dei nostri cuori, un fuoco che si presenta in questo bambino, si fa abbracciare da Maria e adorare dai pastori e dai magi.

Un bambino che darà la vita per ciascuno di noi: quanta tenerezza e nello stesso tempo, quanto dolore attende questo bambino. Eppure mi piace pensare al sorriso di Gesù bambino: il sorriso di Dio, pieno di amore verso tutti noi, peccatori.

Vieni Gesù, vieni nel nostro cuore: accendi quel fuoco sacro dell'amore di Dio, affinchè possiamo riconoscerti in ognuno dei nostri fratelli e servirti con gioia tutti i giorni della nostra vita.

Buon Natale a tutti voi
postato da: cyberpanc alle ore 21:21 | link | commenti
categorie: fede
martedì, dicembre 07, 2004

Il peccato originale e il Paradiso

Da qualche giorno sto raccogliendo le idee per una serie di riflessioni sul Padre Nostro.
Mi interessa condividere con i miei pochi, ma fedeli lettori (chissà quanti siete ;-) una riflessione sui passi della Genesi che descrivono il peccato originale e la cacciata dal giardino dell'Eden di Adamo ed Eva.

Adamo, dopo aver mangiato la mela, si accorse di essere nudo, e così anche Eva.
Adamo che si vergogna della sua nudità e che sente il bisogno di mascherarsi, di coprire le sue vergogne è una creatura che ha provato l'illusione di sentirsi come Dio, ma che ha sperimentato l'inesorabilità dei propri limiti, arrivando ad odiare Dio per non averlo creato perfetto e ad odiare se stesso per il fatto di non esserlo. Da qui nascono tutte le nevrosi anche dei giorni nostri, tutti i peccati peggiori.

Si arriva a maledire Dio perchè il mondo non è come noi lo vogliamo. Quando succede questo vuol dire che abbiamo perso la coscienza della nostra creaturalità. E la grande guerra è fra questa creaturalità limitata e la scintilla divina che risiede nel nostro cuore (siamo infatti stati creati a immagine di Dio). Nel giardino dell'Eden queste due realtà stavano in armonia, perchè l'uomo accettava i suoi limiti e riconosceva Dio come suo Signore e Creatore.

L'orgoglio di voler essere come Dio ci ha trascinati nella palude della autocompiacenza, che si trasforma inesorabilmente (per la sterminata collezione di fallimenti) in autocommiserazione. Allora non si guarda più il Cielo, ma ci si ripiega su se stessi e si costruiscono mondi, che non sono altro che fotocopie riuscite male del Paradiso.

L'accettazione della propria nudità (dei propri limiti, delle proprie imperfezioni) ci guida attraverso la porta stretta dell'umiltà, che vuol dire sentirsi amati da un Altro che ci ha creati. Quando mi sento amato, divengo capace di amare al di sopra dei limiti dell'uomo, e quindi divento capace di perdonare: "Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei Cieli".

Che meravigliosa speranza che ci mette davanti Gesù. Se non ci fosse questa possibilità, non avrebbe neanche detto quelle parole, perchè sarebbe stato come prendere in giro l'uomo. Se ci esortati in questo senso significa che ce la possiamo fare.

Da soli? Cadremmo di nuovo nel peccato originale.
In compagnia di Gesù? certamente. Ogni giorno, in ogni momento pensiamo a Gesù vicino a noi e la vita cambia, all'istante.

Come sempre vi chiedo in questi casi:
provare per credere.







postato da: cyberpanc alle ore 18:06 | link | commenti (1)
categorie: speranza, carita, fede