L'attesa
Domani forse, metteranno on line i risultati delle prove di ammissione alle SISS per le classi di concorso di Musica (scuola media e superiore).
Diciamo che in questi giorni, pur riuscendo a studiare un po', non posso dire di essermi preparato a meraviglia. So però che comunque vada, io ho fatto il mio dovere (del resto studiare e lavorare diventa un po' pesante per tutti, non è vero?): questa serenità di fondo mi ha permesso di riflettere maggiormente sul tema della Provvidenza. Ho sperimentato la serenità di sapere che comunque vada, la tua vita è nelle mani del Signore. Se passerò l'ammissione, vorrà dire che mi si apre la strada per ottenere l'abilitazione in musica e avvicinarmi al traguardo di una possibile carriera di insegnante (ho già l'abilitazione in italiano, ma finora ho fatto poco). Se invece non supererò la prova, allora vorrà dire che potrò concentrare la mia attenzione su altri aspetti del mio attuale lavoro (lavoro nella redazione della rivista Sacro Cuore), potenziandoli e arricchendoli di idee.
E' difficile fare progetti a lungo termine, ma in questo mi confortano le parole di Gesù quando dice "non preoccupatevi del domani, perchè ogni giorno ha la sua pena".
La vera preoccupazione diventa allora "fare la volontà di Dio", sempre e comunque. Sembra facile, ma anche quando si è in grazia di Dio ci si accorge che anche le buone azioni sono incomplete, sono limitate, parziali. Senza correre il rischio del perfezionismo, la coscienza di questo fatto penso, dovrebbe spronarci a non demordere mai, pur sapendo che la perfezione non è di questo mondo.
Migliorarsi sempre, anche quando si cade. Se si cerca di migliorarsi, si può imparare a "farsi meno male" quando si cade la volta successiva, quando si pecca. E poi, magari con tanti sacrifici e mortificazione si diventa capaci di resistere alle tentazioni. Ma questo è sempre grazie a Dio, che ci sostiene. Da soli possiamo fare ben poco: "senza di me non potete fare nulla".
Buona notte
A proposito di musica...
In questo periodo sto studiando su di un testo intitolato "insegnare musica". Questo studio e' finalizzato a superare l'esame di ammissione alle SISS per Musica.
Ebbene si', mi sono deciso anche io a tentare l'avventura delle SISS dopo che per molto tempo avevo solo criticato coloro che, grazie all'abilitazione ottenuta attraverso queste scuole di specializzazione (e i relativi 30 punti), passavano davanti a tanti precari di lungo corso.
Nella seconda parte di questo testo si tracciano diversi profili biografici di grandi musicisti del passato. La caratteristica comune che emerge da tali profili e' la sofferenza insita nella figura stessa del musicista.
Si presentano sempre i musicisti come persone gravate da problemi economici, psichici, relazionali.
Ho l'impressione che si ceda un po' al cliche' romantico dell'artista genio e "sfigato" anche nell'esposizione di notizie biografiche.
Dopo tutto chi non puo' dirsi toccato da problemi economici, psichici, di relazione con gli altri?
Certo non tutti siamo folli come Schumann o isolati come Caikovskij, ma forse questi profili cosi' puntigliosi nel rilevare tutte le possibili pecche dei musicisti nascono anche dal fatto che comunque si tratta di personaggi pubblici, di cui ormai si sa tutto e che sono stati "scandagliati" a fondo per rintracciare ogni possibile relazione fra storia personale e caratteristiche della produzone artistica.
Uno dei miei preferiti e' J. S. Bach. Cito solo le sue ultime parole, pronunciate in punto di morte: "finalmente vado ad ascoltare la vera musica".
Penso che questo dovrebbe essere il fine di ogni buon musicista, come di ogni sincero cristiano: agire sapendo che qualsiasi cosa uno faccia, rimane sempre opera scritta da uno "che e' di passaggio", un pellegrino.
Come cambia la vita se in ogni istante si ragiona nell'ottica del pellegrino. Ogni cosa, anche la piu' noiosa assume un senso che la eleva al di sopra dei nostri deboli pensieri, limitati pensieri.
Di colpo il tuo agire diventa agire "da protagonista". Non ci sono modelli o stili da imitare, ma diventa presente la insita creativita' della propria vita.
Senza bisogno di essere musicisti sarebbe bello imparare ad ascoltare la musica sublime, il ritmo sublime delle giornate che passano.
Si tratta di una musica difficile da ascoltare; "chi ha orecchi per intendere, intenda".
Un sacerdote, una volta, ci ricordo' che Dio non ci ha creati una volta per tutte e poi ci ha abbandonati nel mondo come fossimo pupazzetti a molla. Dio ci crea incessantemente. In questo stesso istante mi sta creando, mi permette di esistere. Dona al mio corpo la forza vitale per vincere gli attacchi dei virus, dei batteri, della stanchezza, dello stress, ecc.
E' la sapienza di una vita che continuamente viene creata e sostenuta all'interno di quel capolavoro che e' il corpo di ciascuno di noi; e' questa sapienza che dovrebbe riempirci di stupore, come fosse una musica mai udita prima; una musica che costruiamo anche noi e che ci e' dato di godere.
Buona notte a tutti
Vogliamo sorridere un po'?
LETTERA DI ADDIO
"Ti odio!" Non ne posso piu' di te. Si', ti odio, hai capito? E non fingere di non ascoltarmi, non fingere di parlare d'altro. Non ti sopporto piu' con quella tua aria da intellettuale progressista, con quelle tue camicie tutte sgualcite e sempre fuori dei pantaloni. Mi vergogno a uscire con te, mentre tutti si voltano a guardarti, con quell'aria curiosa mista a compassione. Essi dicono:"ma come, una bella come me fra le mani di uno smidollato come te?!?"
Loro, gli altri, non sanno tutte le cose che mi hai fatto passare, tutti i rospi che mi hai fatto ingoiare.
Non sanno tutte le volte che ho sopportato i tuoi lunghi baci pieni di wiskey, di fumo acre di sigaro, di fiumi di birra.
Non sanno tutte le volte che ti ho risollevato e riportato agli onori del mondo, mentre gli altri ti davano per perso, dimenticato.
E tu? Cosa mi hai dato in cambio?
Freddo di inverno, sotto i portici per raccimolare qualche spicciolo: mi sentivo come una prostituta a starti accanto.
Caldo, caldissimo d'estate, quando l'aria rovente ti entra dentro senza chiederti permesso ed io, li' come una mondina a guadagnarmi un minimo di salario e companatico!
Mi hai fatto conoscere il jazz e all'inizio mi hai conquistata: vedevo in te un genio, un vero artista. Non vedevo altro che te. Sentivo che riuscivi a far vibrare il mio cuore e il mio corpo di un'energia mai conosciuta.
Ero estasiata e rapita dai tuoi abbracci e dai tuoi amplessi che erano intermibabili: ore e ore senza mai fermarti, mentre le tue mani mi accarezzavano incessantemente e sotto le tue dite il mio corpo era pura poesia.
Poi il successo ti ha dato alla testa, hai cominciato a trascurarmi: all'inizio eravamo una coppia perfetta, ma ti sei lasciato conquistare da altre muse, da altri compagni di viaggio. L'alcool ti ha fatto credere che saresti diventato il migliore. Il sigaro ti ha annebbiato la vista e il cuore e lentamente, ma inesorabilmente, ti sei dimenticato di me.
All'inizio ho cercato di farti capire che non poteva continuare cosi': a volte sono ammutolita, fra lo stupore tuo e mi sono rifiutata di profferire anche un pur lieve gemito. Avevo premura per te, ma tu non mi consideravi importante, ormai.
Solo allora ho cominciato a capire che ti avrei presto perso; la mia voce si sarebbe presto persa fra le voci dei tuoi amici, dei miei amici. Non considerandomi piu', non saresti piu' stato un protagonista nella mia vita.
E cosi' e' successo.
Ma ora basta: non sono piu' disposta a soffrire in silenzio. Anzi, gridero', gridero' sempre piu' forte fino a quando qualcuno da una finestra vicina al tuo appartamento urlera':"ma allora, la vogliamo smettere con quella tromba?!?"
Allora forse tacero' e tutti sapranno che il nostro amore e' finito, per sempre.
Addio
La tua tromba in Sib
(questo post è pubblicato anche su "Cogito Ergo BloG" -il link è qui a fianco)
A proposito della verginità
Riflettiamo un attimo su questa frase:" La pienezza colma di Dio di chi non ha bisogno di possedere cio' che ama, e' l'amore piu' creatore che ci sia." Se devo essere sincero, queste parole mi hanno mostrato un aspetto nuovo del concetto di Verginita'. Non piu' una scelta che implica solo automortificazione, ma al contrario, una scelta che apre la prospettiva di una creativita' senza limiti.
E se ci pensiamo bene, ciascuno ha la possibilita' di sperimentare questa condizione, almeno in una fase della propria vita.
Anche durante il fidanzamento e' possibile vivere la continenza sessuale come un'apertura ad un Amore piu' grande, un amore creativo.
Forse e' in quei momenti che ci si scopre fatti per cose grandi, anche se non necessariamente tutti sono chiamati a fondare congregazioni o a costruire ospedali in Africa.
Avvertire la presenza di Cristo in mezzo a noi. Questo e' il presupposto e, in un certo senso, l'obiettivo che ogni buon cristiano dovrebbe avere. Se vedi Cristo riflesso negli occhi dei fratelli, allora ogni persona si rivela per quello che di buono o di cattivo ha nel cuore.
Intendiamoci: non e' una cosa immediata, (Cristo stesso raccomanda di essere candidi come colombe e astuti come serpenti), ma forse migliora l'approccio complessivo con il mondo. Non vedo piu' il resto del mondo come un qualcosa che mi deve soddisfare e se non lo fa mi e' solo di noia o di fastidio. Se vedo Cristo negli occhi degli altri, il mio cuore si apre e la mia mente si fa attenta osservatrice della realta' circostante.
Non ci si rifugia piu' nei propri mondi, ma si fa attenzione all'inesauribile varieta' del mondo esterno. Penso che solo allora le proprie opere possano portare frutto, solo allora. Prima rischiano di limitarsi a gesti di autoaffermazione, piu' o meno consci, piu' o meno banali.
Abbiamo tarato il polverometro!!!
Ebbene, diciamolo chiaro e tondo: questo blog è votato all'essenziale ![]()
Riflessioni interessanti sono in agguato ![]()
La pazienza è la virtù dei forti ![]()
Buon ripresa dei lavori.
P.S. Un grazie a Marco74, i tuoi commenti mi ricordano che questo blog ha qualcuno che lo legge e questo mi sprona a scrivere.
Cyberpanc