Parliamo di responsabilita', verso se stessi e verso gli altri.
Se aniamo a scavare all'interno dei propri comportamenti, potrei fare una domanda a me stesso ma anche a tutti coloro che leggono questi post: perche' devo essere responsabile, perche' sono chiamao ad essere responsabile nei confronti (per esempio) dei miei famigliari? O di me stesso?
Quali sono le regole che mi guidano nell'adesione a questa responsabilita'?
Confesso che anche io a volte mi comporto come se tutto in famiglia mi fosse dovuto: essere responsabile vorrebbe invece dire partecipare attivamente alla vita familiare e collaborare con gli altri membri per rendere meno gravoso il lavoro e la fatica di tutti i giorni.
Sto pensando anche ai giovani di oggi, soprattutto agli adolescenti. Molti (non tutti) crescono con l'idea del genitore "distributore" automatico. Non so di chi sia la colpa (della societa' che educa a una vita del "tutto e subito", i genitori, che credono di ngraziarsi il favore dei figli dicendo sempre "si", oppure altro ancora...). Ritengo i miei genitori persone equilibrate e consapevoli anche dei doveri che un figlio deve avere nei loro confronti. In buona sostanza non mi ritengo uno viziato e la mia pagnotta la porto a casa pure io.
Posso allora pensare che e' anche il clima generale che ci circonda a stimolare fortemente il nostro edonismo e autoappagamento e a non educare alla responsabilita'.
Penso allora che si dovrebbe partire dalle domande fondamentali, appunto: Perche' devo essere responsabile nei confronti di altre persone? Cosa significa essere responsabili?
Penso che dalle risposte che ciascuno riuscira' a darsi dipende il futuro dei suoi rapporti con gli altri, con la societa', con se stesso.
Forse abbiamo ridotto la morale a una questione da sbrigarsi in privato? Da essere formulata entro le 4 mura del nostro cervello? Quanto siamo disposti ad accettare delle regole morali che vengono dall'esterno? Quale fondamento hanno queste regole?
Non so voi: io provero' prossimamente a rispondere a queste domande. Quando tornero' dalle vacanze leggero' i vostri commenti e rispondero' volentieri.
DALLA CALABRIA
Sono in vacanza in Calabria, la tanto sospirata vacanza.
In queste righe, nelle quali saggio la mia velleita' di scrittore vorrei tanto raccontare come sto trascorrendo questi giorni di riposo.
Le mie vacanze sono di tutto riposo, infatti: non sono una di quelle persone che amano uscire alla sera e scatenarsi in un qualche angolo di divertimentificio.
Al mare alla mattina presto, verso le 11:30 ritorno a casa, pranzo (pesce, pasta e verdura), riposino pomeridiano (diciamo grande letargo, poiche' si parte dalle 15:00 circa fino alle 17:30 e oltre).
Non sono andato al mare ancora al pomeriggio, anche perche' qui il caldo sole del sud picchia veramente forte.
In questo periodo sto leggendo spesso articoli tratti da "Il Domenicale" (www.ildomenicale.it) e riflettendo sul concetto di liberta' cosi' com'e' riportato all'interno della Costituzione Americana.
Un altro argomento che mi prende molto e che affrontero' magari in un successivo articolo e' il concetto di responsabilita'.
Responsabilita' verso se stessi, verso altre persone: argomento che tocca la pedagogia, la psicologia e la religione. Sto scoprendo infatti che molti utilissimi suggerimenti possono venire dalla lettura della Bibbia.
E' proprio vero quello che dice padre Alfredo (del Centro Giovanni Paolo II di Loreto, www.giovaniloreto.org): la regola fondamentale da cui partire per disquisire di qualsiasi argomento e' l'Amore di Dio. Dall'Amore di Dio parte ogni successiva regola, ogni successiva morale. Le regole stesse della morale, senza il presupposto di un Dio che ci ama alla follia, vengono meno; viene meno la stessa ragione per osservare le suddette regole.
...Ma ne parleremo un'altra volta ;)
Vorrei lasciare una traccia per tutte le persone che verranno. Vorrei che tutti sapessero che in questi giorni, in ogni giorno, il Signore sta facendo meraviglie.
Il Signore degli eserciti, Colui che sostiene le mie membra e regola il flusso del mio respiro, sta facendo meraviglie.
In questo momento sono stanco, ancora un po' assonnato, mentre scrivo queste righe, eppure, ripensando alle ore passate ieri, sento la mano del Padre che mi ha sostenuto, mi ha guidato attraverso la giornata.
L'ho riconosciuto negli eventi, nelle coincidenze, negli incontri, nelle persone, nei sorrisi e negli abbracci della mia fidanzata.
Anche ieri, alla fine della giornata, ero stanco e faticavo a sentire la sua presenza. Ora, il sole gia' splende e Dio ha gia' indossato il grembiule e sta gia' lavorando.
Un artigiano felice, onnipotente, premuroso.
Padre, abbi pieta' di me!
Gesu', vero amico e vero Dio, guidami tu.
Cyberpanc
Promessa solenne da Marinaio
per tutti coloro che mi hanno visitato e hanno trovato tanta polvere sulle mie parole, prometto d'ora in poi di cominciare a parlare, raccontare me stesso, quando avrò tempo (e qui casca il primo asino...)
Alla prossima spolverata
Cyberpanc
Dopo tanto tempo e tanto silenzio...
Un articolo da Avvenire, per rientrare su questo blog e togliere un po' di polvere...
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