Questa sera. Silenzio.
Non cerco il telecomando, nè la compagnia.
Voglia di stare da solo, di non parlare.
Voglia di scrivere un rap,
con Eminem che rimbomba negli occhi.
Mangio poco. Il cervello vola più in alto.
Anche il cuore, forse.
Una preghiera, sola, immensa, piena di speranza:
Proteggimi dai passi falsi,
mantieni il Tuo Sguardo fisso sul mio cuore,
non abbandonarmi a me stesso.
Cullami con il Tuo Amore Infinito,
vasto come il mare,
eterno come il cielo nero di notte,
Divino come la luce fra le vetrate di una chiesa.
Ieri sera mia nonna, una fan sfegatata di Radio Maria,
deve aver preso contro alla radio senza accorgersene:
Così, mentre passavo dalla sua camera per andare a
trovare la mia ragazza, ho sentito la radio che parlava arabo...
"la nonna si è convertita!?!"
Trasmettevano un notiziario in arabo (era Radio Tau)
e la notizia del momento riguardava il ministro del Welfare.
Ve la immaginate la voce dello speaker che dice (all'incirca):
"Jalla hallam alabad rum sian MARONI bur siddin allah sir... ecc..." ;)
Dopo le notizie, la musica, le danze arabe.
A quel punto ho chiamato mia nonna e mi sono scatenato in una danza del ventre.
Per tutta risposta la nonna ha tentato di mollarmi una pedata nel sedere: è simpatica la mia nonna quando fa così.
Pensieri sullo studio.
Da "Studiare, perche'?", incontro con Marco Bersanelli, Quaderni "Vivere le dimensioni del mondo", Itaca Libri.
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"La preoccupazione dell'uomo e del suo destino deve sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi" (A. Einstein)
- Lo studio avviene perche' la gente vuole mettersi in rapporto con la realta' e scoprire come funziona.
- Occorre risvegliare una curiosita' per la realta', per i segreti che essa racchiude.
- Bisogna risvegliare lo "Stupore" di fronte alle cose e di fronte al senso da cogliere in esse. Bisogna insegnare ad amare la realta'.
- Se c'e' un punto di interesse nella vostra vita, quella puo' essere la breccia che fa entrare tutto il resto.
- Lo studio della realta' fa anche capire all'uomo che non c'e' nella realta' stessa qualcosa che lo possa soddisfare pienamente.
- Lo studio di materie non connesse con i propri interessi deve far riflettere sul fatto che l'uomo ha bisogno di tutto per realizzarsi pienamente nella sua umanita'.
- Anche quando c'e' la passione, la fatica non viene meno: lo studio diventa una strada per la costruzione di se'.
- "Quello che veramente interessa l'uomo e' la preoccupazione per il suo destino".
- Uno studia piu' volentieri se capisce che attraverso quella fatica c'e' una promessa di felicita' per se stesso.
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Da "Studiare in famiglia", a cura di Rosario Mazzeo, il Quadrangolo, Itaca Libri.
- Il vero studente e' uno che sa vivere, che fa tante cose con la tensione a coglierne e verificarne il senso.
- Bisogna accettare anche il rischio di fallire.
- Il castigo e' efficace se immediato, proporzionato, trasparente d'amore.
- Bisogna praticare l'arte dell'incoraggiamento, sempre: "so che vali di piu' e che ce la farai".
- La famiglia e' una comunita' d'amore. Non sganciare mai il discorso educativo dal desiderio di Felicita'.
- Per i genitori:
1. collaborare con le altre agenzie educative
2. Valorizzare le amicizie
3. Costruire spazi d'incontro con le altre famiglie.
- Ho svolto un esercizio: ho imparato qualcosa di nuovo?
- L'interrogazione e' servita all'insegnante per dare il voto?
- Cos'e' lo studio? Un complesso di attivita' di apprendimento sistematico, consapevole ed insegnato, finalizzato all'incontro con la realta'.
- Imparare = Procacciare qualcosa per se', guadagnare.
- Se non c'e' gusto, sapore, non c'e' studio, ne' sapere.
- L'obiezione dei ragazzi non e' la fatica, ma l'assenza di senso riguardo allo studio.
- La scuola non e' solo preparazione al futuro, ma una dimensione della vita.
- risulta difficile progammare la giornata di studio perche' i giovani confondono la programmazione con l'esecuzione.
Ma:
· La pianificazione fa guadagnare tempo. Ne' farfalla ne' rinoceronte.
· La pianificazione e' per il figlio, per la sua crescita come persona.
· E' meglio impegnarsi a raggiungere scopi e obiettivi in qualche modo significativi.
· Il piano di lavoro e' del figlio e va continuamente controllato e riadattato.
· L'orario e' come un vestito: si confeziona su misura affidandosi alla maestria del sarto di cui ci si fida.
Come pianificare:
· Quando studiare?
· Per quanto tempo studiare?
· Come distribuire tale tempo?
· Quali materie studiare prima e quali dopo?
· Quanto tempo dedicare a questa o a quell'altra materia?
- Chiedere: "Oggi che cosa hai imparato?" Ascoltare le risposte anche se all'inizio non sono molto esaustive.
- Dimostrare cosi' che ci si interessa davvero ai fatti del figlio e al figlio come persona.
- Si comunica a poco a poco che "andare a scuola e' una cosa bella e importante".
- Ripresa delle lezioni del mattino con domande su cosa si e' imparato.
- La programmazione delle pause non deve essere dettata dalla "voglia" di farle, ma dalla pianificazione dei tempi per svolgere le attivita' di studio.
- Alla sera offrire la propria disponibilita' ad ascoltare la lezione del giorno dopo per consolidare le info presenti nella memoria a breve termine.
- Il luogo dove studia deve essere "SUO".
- Le attivita' "leggere e ripetere" vanno scomposte nelle attivita':
· Sorprendere
· Comprendere
· Riprendere
· Intraprendere
- Come leggere?
· Lettura eplorativa. Sguardo generale d'insieme veloce (titoli, illustrazioni, porsi delle domande)
· Lettura integrale. Cogliere il significato letterale -> Parafrasi (= traduzione mentale)
· Lettura selettiva. Per ogni paragrafo scegliere cio' che e' essenziale e cogliere i legami fra i vari concetti (-> applicazione delle mappe mentali).
Lezione di narrativa
Sto aspettando i genitori per il ricevimento generale. Il Consiglio di Classe appena concluso e' stato molto veloce e io mi sono semplicemente limitato ad ascoltare per quasi tutto il Consiglio stesso.
A volte mi viene da pensare che la burocrazia oscuri un poco il profondo valore dell'attivita' dell'insegnante.
Non credo che questo sia un male sempre, in quanto ci possono essere insegnanti che si sentono come "al sicuro" dietro questo sottile velo di burocrazia: a volte e' difficile affrontare di petto certe situazioni, togliersi la maschera e far vedere ai ragazzi che non si e' solo capaci di portare a termine un programma scolastico, ma che si e' anche capaci di parlare con loro e considerarli delle persone che chiedono, che fanno domande e che esigono risposte.
Anch'io, quando sono un po' stanco, quando non ho tanta voglia di cominciare la lezione, quando ho altri pensieri per la testa, mi concentro molto sul programma, sulla pagina da leggere e pretendo che anche loro facciano lo stesso; e a volte e' difficile utilizzare la lezione per parlare di altro, per aprire le menti dei ragazzi e usare il libro come trampolino per la vita, per la loro sete di sapere, di verita'.
I genitori mi dicono che sono un bravo insegnante e che i ragazzi sono entusiasti.
Il desiderio che ho in questo momento e' quello di salutarli, l'ultimo giorno della mia supplenza, avendo loro insegnanto a sfruttare al meglio le competenze dei loro insegnanti, a chiedere, a pretendere risposte approfondite. E spero che imparino presto a rispettarsi reciprocamente: so che e' difficile, ma come parlare di pace ai massimi livelli se non ci si allena fra compagni di classe?
Forse neanche io sono un prof molto competente e forse sarebbero capaci di mettermi "in buca" a volte, forse.
Io cerco di dare il meglio, come penso la maggior parte dei miei colleghi.
E' bello stare con i ragazzi, aiutarli a crescere e insegnare loro tante cose: tutti dovrebbero provarlo nella vita. Si finisce poi per imparare anche tanto da loro: pazienza, capacita' di capire gli altri, attenzione e sensibilita', ascolto, rispetto delle regole, necessita' stessa di stabilire delle regole.
LA CAMPAGNA (Vista dal treno)
Una piana distesa, terrosa, di una terra che respira polvere ad ogni sospiro; una terra marrone sabbia, quasi biancastro; una terra anche ricoperta di freschi germogli verdi, uno spettacolo che cambia ogni momento, e la scopri ricolma di fiori, ripiena di alberi che ti salutano quando il vento accarezza i loro capelli.
Una terra verde, verde macero, verde grano bambino, una terra affollata di uomini, di donne, di persone che lavorano, ridono, di persone che pensano e vivono, ogni giorno gli stessi giorni sempre uguali e sempre diversi.
E' una donna generosa, bella, che sa raccontarti la sua storia semplicemente facendosi ammirare. E' silenziosa; paziente guarda il cielo, assetata e docile al volere del Cielo.
Una nonna che custode il passato, il nostro passato: le case diroccate, gli attrezzi arrugginiti ci guardano da un passato che risuona ancora delle risate e delle voci dei nostri nonni.
La campagna, questa bellissima donna di cui ci si puo' innamorare semplicemente guardandola mentre sta addormentata, adagiata mollemente nel letto di una Natura che sa cosa deve fare e sa come fare.
Sta in attesa, la campagna, del bacio del suo principe, il Sole. Come nella fiaba, il sorriso fiorito tornera' sulle sue labbra, e il suo amato vegliera' su di lei ogni giorno, perche' porti frutti in abbondanza.
Libera, la campagna di correre incontro ai treni ad ogni ora, di urlare la sua gioia ad ogni vento, di riposare i nostri occhi, stanchi di muri, e di farci sognare paesi lontani.
Laboriosa, la campagna. Mentre si riposa, lavora e mentre lavora si riposa; conosce i tempi giusti di ogni vita che nasce in lei e li rispetta.
Bella, la campagna. Bella, bellissima.
Bella come il volto della persona amata, ammirato di sfuggita, magari, ma sempre dentro il proprio cuore, paziente, silente, pronta per essere svegliata da un bacio del suo innamorato.
Passeggiare soli di notte
Ascoltare i propri passi, il vento che lieve sibila alle orecchie.
Le case ormai dormono, le parole si sono ormai spente.
Voglia di silenzio, di tacere, senza neanche un perche': solo voglia di non sentire neppure la propria voce.
A volte parlando si rischia di sporcare la partitura, lo spettacolo che va avanti nonostante i nostri maldestri interventi.
Arrivato a casa, la fiducia di aver fatto qualcosa di buono durante la giornata rasserena l'animo: forse non si e' fatto tutto quello che si doveva fare, ma il giorno che deve venire contiene in se la speranza di migliorare.
Quando non si sente di aver fatto qualcosa di buono nella giornata, e' facile andare a letto con la frenesia, con l rancore di aver mancato ad un appuntamento.
L'attenzione vigile e' forse la cosa piu' difficile che una persona possa conquistare a se stessa.